Cattura

Per dare senso a quanto la Fondazione si prefigge potremmo semplicemente partire da quanto iscritto nel logo della Fondazione: “Ex ungue leonem”; letteralmente dalle unghie (si riconosce) il leone, ma nella corretta interpretazione, da pochi tratti si riconosce la mano di un grande uomo, da un piccolo particolare si può dedurre come sia fatto il tutto; l’avere il senso di appartenenza a un gruppo e piena condivisione di valori edificatori, desiderio della conoscenza, aggiornamento continuo, confronto e amore per la dinamicità del sapere.

Proprio da ciò, si sviluppa il progetto della Fondazione ispirata dalla figura del dott. Sebastiano Crimi e da quanto ha seminato e lasciato in eredità come uomo e come professionista.

La Fondazione si propone come ente di promuovere la cultura, l’arte e la ricerca scientifica, con particolare attenzione al settore farmaceutico e alla storia della farmacia in Sicilia con progetti variegati, ma tutti volti all’insegnamento lasciatoci dal grande uomo ispiratore della Fondazione.

Realizzare un progetto è capire cosa è cambiato, cosa dobbiamo salvare, cosa abbiamo ricevuto in eredità e come potremmo “spendere” questo nuovo capitale in uno scenario diverso, mutato dal tempo o dalle circostanze senza correre il rischio di smettere di osservare il cambiamento, con la scusa di doversi occupare d’altro, della quotidianità.

Abbiamo iniziato queste righe conclusive del Bilancio Sociale parlando del passato con un occhio al presente, lo abbiamo fatto non a caso, non seguendo il nostro taccuino dei desideri, ma partendo da un’analisi di cosa sta cambiando, dall’ascolto di segnali della nostra società, dall’immagine che la collettività rimanda di noi.

Proponiamo il metodo che ci hanno insegnato: utilizzare le nostre competenze in modo non banale, mettere in moto macchine organizzative e gestionali. Questo, forse, sarà il nostro modo di far diventare il futuro una nuova, concreta realtà, rafforzare il nostro ruolo nell’ambiente culturale della Sicilia promuovendo incontri e dibattiti, rafforzando i progetti delle borse di studio e in ultimo, ma non per importanza, creando il museo della Farmacia.

Il duemilaquindici è stato un anno intenso, ricco di esperienze positive, un anno di sperimentazione di una nuova idea di promozione e produzione culturale.

La Fondazione è riuscita a realizzare concretamente tutti gli obiettivi che si era prefissata: testimonianza tangibile del grande impegno profuso dai soci fondatori.

E’ volontà del Consiglio mantenere questa linea direttiva che si è rivelata positivamente vincente sia dal punto di vista del risultato gestionale sia dal punto di vista del risultato sociale prefissato nello statuto.

Il Consiglio Direttivo ritiene di doversi impegnare inoltre, per reperire sovventori specifici per ogni singolo progetto non prevedendo alcuna attività economica neppure in forma marginale.

S’impegna sul fronte di un ulteriore allargamento della base sociale, condizione indispensabile per affrontare la necessaria fase di sviluppo della Fondazione per i prossimi anni.

Certi di un 2016 altrettanto proficuo, si ritiene doveroso ringraziare simbolicamente quanti hanno contribuito alla realizzazione del sogno di un uomo, il cui impegno e la cui vita sono stati di esempio per tutti noi.

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