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La scomparsa di Majorana
Leonardo Sciascia – 1975

La Fondazione Crimi, fin dalla sua nascita è stata tra i partner e sostenitori dell’Associazione Amici di Leonardo Sciascia, alla quale è legata da affetto, amicizia e intenti comuni.

L’Associazione Amici di Leonardo Sciascia è stata fondata nel 1993 a Milano, in quella che resta la sua sede storica presso la Biblioteca Comunale di Palazzo Sormani. tanto amata dallo scrittore di Racalmuto che ne accenna anche ne La scomparsa di Majorana.
Ispirato all’amore di Sciascia per le associazioni di amici di scritti ed artisti -segni di una civiltà intellettuale a noi quasi ignota-, il sodalizio mira per statuto a diffondere e mantenere viva la lettura, la conoscenza e la ricerca sulla figura e l’opera di Leonardo SciaScia, riassumendo nel logo del sodalizio tre segni distintivi della felice contaminazione dei generi e delle passioni dell’uomo Sciascia: la penna della scrittura. il bulino dell’incisione e la spada dell’impegno civile.

Alla presidenza si sono avvicendate figure prestigiose e dai settori più diversi della cultura: Gesualdo Bufalino, Giancarli, Vigorelli, Massimo Onofri, Luisa Adorno.,Valter Vecello, Erasmo Recami. Salvatore Silvano Nigro. José L. Gotor, Maria Simonetti, Renato Albiero, Luigi Carassai.
A settantasette anni di distanza (1938) dalla scomparsa del fisico siciliano e a quarant’anni dalla prima edizione (1975) del volume di Leonardo Sciascia La scomparsa di Majorana, S’intende approfondire. con un saldo ancoraggio testuale all’opera dello scrittore, le nuove acquisizioni critiche. le inquietudini e i dilemmi etici tra nuova lirica e frontiere delle scienze dalla vita.

Il titolo scelto per il sesto Leonardo Sciascia Colloquium è tratto dalle parole di Ettore Majorana, dall’enigmatica lettera scritta dal giovane fisico a Antonio Carrelli nella quale annunciava di vole porre fine ai propri giorni: ma è anche quello che Leonardo Sciascia avrebbe voluto attribuire al livro che stava per essere pubblicato da Einaudi, anche se poi la scelta cadde definitivamente su La scomparsa di Majorana.

Dal testo si dirama sia una ricerca prettamente letteraria sulla costruzione del personaggio e l’influsso della cultura europea e uno studio sui dilemmi etici sollevati dal progresso delle scienze con una riflessione che dall’onnipresente pericolo nucleare e delle applicazioni della fisica si allarga alle scienze naturali e alla medicalizzazione dell’esistenza umana e alle responsabilità degli uomini di di cultura davanti alle minacce crescenti per il pianeta.

Il Colloquium si conclude con un omaggio e una testimonianza del fisico Erasmo Recami, amico dello scrittore e già Presidente degli Amici di Sciascia, studioso di Majorana e interlocutore importante nello scambio epistolare tra i protagonisti della polemica che seguì l’uscita del racconto-inchiesta. A lui fecero riferimento nella discussione vivace ed appassionata Amaldi, Segré, Rasetti, quelli che furono, insieme al fisico misteriosamente scomparso, “i ragazzi di via Panisperna”.

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