da  "la farmacia in uno scatto"

La Farmacia come luogo della memoria?

Se noi non ricordassimo la nostra mente sarebbe sottilissima come una lastra priva di spessore (V.Brancati)

Un bambino in braccio alla sua mamma, il papà molto probabilmente dietro l’obiettivo e sullo  sfondo una porta aperta con l’interno in ombra. La foto ha i colori sbiaditi  nel formato quadrato degli anni 60.
In alto a destra si intravede l’insegna di una farmacia quando la croce verde era ancora rossa.

Chi è nato e cresciuto all’interno della farmacia questa è diventata luogo dell’anima un totem attorno a cui gira tutta la sua esistenza. Ma che cos’è la farmacia oggi?

Sicuramente, tante cose, spesso si sente parlare di farmacia come primo presidio sanitario di zona. Ma cosa vuol dire?

Un esempio può essere l’esperienza di un farmacista Paolo Cabas: «Cliente straniero, foglio di dimissione ospedaliera e ricetta rossa per Augmentin e Pantoprazolo. Come d’abitudine sulla patologia acuta, gli chiedo se sa come assumere i farmaci. Non lo sa, quindi mentre gli spiego come assumere il pantoprazolo inizio a spulciare il foglio di dimissioni per verificare se l’Augmentin sia stato prescritto ogni otto oppure ogni dodici ore. E, sintetizzando, leggo quanto segue: <Diagnosi di pancreatite acuta. Nonostante il potenziale pericolo di vita, il paziente rifiuta il ricovero in quanto vuole essere visitato martedì, al suo rientro a casa>.

Mi permetto di chiedergli se è proprio sicuro di voler aspettare un altro giorno, e lui mi dice che in effetti rientrerà solo sabato, quindi fra sei giorni. Gli indico il foglio, e gli traduco quanto ho letto: <Are you sure>, gli chiedo, <you want to wait one week? Doctors write your life is in trouble>. E non so se sia stata una mia impressione, ma mi è parso che il signore non avesse affatto compreso la gravità della situazione. Per fortuna, è bastato poco a convincerlo a rientrare in ospedale per farsi ricoverare. Si sarà trattato sicuramente di un malinteso con i medici dell’ospedale, ma i malintesi nel nostro mestiere possono costare cari. »

Cosa sarebbe successo se a spedire la ricetta fosse stato un distributore automatico o un commesso di bottega privo di preparazione scientifica.
Allora ci chiediamo ha senso parlare ancora di farmacia? La figura del farmacista ha ancora un valore ed utilità sociale e sanitaria ? 

Si ! Assolutamente sì!

Rocco Crimi

Esterno Farmacia fine anni 60'

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