Pubblicati i vincitori del concorso fotografico
LA FARMACIA IN UNO SCATTO 2018

 Sabato 6 ottobre sono stati resi noti i vincitori del concorso e sono stati assegnati i premi.

Il primo premio DM Barone di €1500 è stato assegnato a
Vincenzo D’Amico, avvocato di Bari, con la foto “Farmacity”

Il secondo premio € 500 col titolo “La bellezza della scienza e della ricerca
è stato vinto da Alice Martina Giussani, biotecnologa da Milano.

Il terzo premio ex aequo di €250 è stato consegnato a
Salvo Genovese, ingegnere di Messina con la foto “Senza tempo” e
a Enrico Turimello, studente di Farmacia da Palermo
con la foto “Da grande voglio fare il farmacista”.

Sono stati consegnati inoltre i premi speciali :

il premio speciale DelaRom La farmacia per la bellezza
a Marco Petrone, farmacista di Potenza con la foto “d’amore e altri rimedi”

il premio speciale la farmacia per la ricerca
alla farmacista ricercatrice Vanessa Buffa da Torino
con la foto “i riflessi delle Cur(i)e”

Il premio speciale la farmacia per il sociale è stato assegnato a
Sara Naldini, farmacista di Forlì
con la foto “Il futuro è nelle mani di chi è presente”

Qui di seguito in ordine le foto

Vincitori

Primo Premio di €1500
Vincenzo D’Amico

con la foto “Farmacity”

Secondo Premio di € 500
Alice Martina Giussani

con la foto “La bellezza della scienza e della ricerca”

Terzo Premio di € 250 (ex aequo)
Salvo Genovese

 con la foto “Senza tempo” e

Enrico Turimello

con la foto “Da grande voglio fare il farmacista”

Premi Speciali

Premio speciale DelaRom

La farmacia per la bellezza

Marco Petrone

con la foto “d’amore e altri rimedi”

Premio speciale

La farmacia per la ricerca

Vanessa Buffa

con la foto “i riflessi delle Cur(i)e”

Premio speciale

La farmacia per il sociale

Sara Naldini

con la foto “Il futuro è nelle mani di chi è presente”

Le foto vincitrici

Primo Premio

Vincenzo D'Amico - Farmacity

Vincenzo D'Amico

titolo: Farmacity

didascalia:
Improvvisamente, con un po’ di fantasia, quei prodotti comprati in farmacia si trasformarono in grattacieli di una grande metropoli.


La foto  più sorprendente e più concettuale in quanto identifica il mondo farmacia con i suoi prodotti finali: contenitori di farmaci e prodotti sanitari. Anni di studi e ricerche accumunati in qualcosa di magico e atemporale. Come fosse un dipinto di Paolo Uccello, sotto un cielo stellato che ricorda quello delle “Mille e una notte” o la delicatezza dei cieli dei presepi che componevano da bambini, lumeggiano flaconi di gocce, sciroppi e una siringa evocando lo Sky Line di un mondo conosciuto ma ricco di mistero. Farmacity.

Vincenzo D’Amico nasce a Bari il 02/04/1977. E’ avvocato e svolge la propria attività, in qualità di pubblico dipendente, in ambito sanitario. Appassionato di musica, vivendo tra nonni e zii musicisti (non di professione), sin da bambino si dedica allo studio del pianoforte e successivamente inizia a comporre propri brani, vincendo nel 2017 il Premio Lunezia (premio al valore musical-letterario delle canzoni italiane). Da ragazzino si appassiona anche alla fotografia cercando di apprendere i segreti della macchina fotografica e ricercando continuamente originalità nei propri scatti. Anche la fotografia lo vede vincitore di alcuni concorsi nazionali.

Dice di se:

«Mi piacciono le sfide e quale migliore occasione di quella di rendere artistico qualcosa di estremamente scientifico come il mondo della farmacia?In realtà vi è arte anche nel mondo della farmacia, come vi è scienza in quello della fotografia. Infatti, la realizzazione di una fotografia, come quella di un farmaco, è frutto di sperimentazione: in entrambi i casi vi è la ricerca del giusto mix tra diversi elementi per ottenere il risultato desiderato… uno scatto dove ho cercato un modo originale per rappresentare il tema proposto.»

Secondo Premio

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Alice Martina Giussani

titolo: La bellezza della scienza e della ricerca

didascalia:
L’arte e la scienza a volte si mescolano regalando un brivido di stupore nell’osservatore che con occhio scientifico ed analitico continua il suo lavoro, ma  non può restare indifferente alla bellezza di ciò che sta guardando.

Alice Martina Giussani è una giovane studentessa di 21 anni, iscritta al terzo anno di Biotecnologie presso l’università Milano Bicocca. Ancora prima di scegliere il percorso universitario e frequentare il liceo scientifico, è sempre stata interessata alla scienza e il suo più grande desiderio è dedicarsi alla ricerca.
Ama viaggiare e conoscere luoghi e culture. Durante i suoi numerosi viaggi si è appassionata sempre di più all’arte e alla fotografia.


SCATTO
Questo foto è il risultato di uno scatto non studiato, nato semplicemente per immortalare e tenere come ricordo la bellezza di questo accostamento cromatico sorprendente, scaturito durante un’esperienza di laboratorio in Università.
Ho scelto il bianco e nero dello sfondo per evidenziare e focalizzare l’attenzione solamente sui colori affinché fossero i veri protagonisti dello scatto.


COSA È PER ME LA RICERCA
La ricerca per me è sinonimo di innovazione, di ispirazione, ma anche di duro lavoro e sacrifici.
Dal mio punto di vista è l’aspetto più affascinante del mondo scientifico e anche quello in cui è richiesta creatività ed immaginazione.
La ricerca è il momento in cui lo scienziato cattura e trasforma la bellezza e la potenza della vita.


RINGRAZIAMENTI
Sono onorata e grata di ricevere questo premio. Ringrazio la Fondazione Crimi per avermi dato l’opportunità di unire le due cose che amo di più: la scienza e la fotografia.


COME SONO VENUTA A CONOSCENZA DEL CONCORSO
Sono venuta a conoscenza del concorso facendo una ricerca a proposito del binomio scienza e arte

Terzo Premio (ex aequo)

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Salvo Genovese

titolo: Senza tempo

didascalia:
La Farmacia di San Fratello della famiglia Lo Balbo custodisce accuratamente al suo interno gli arredi e le raffinate decorazioni pittoresche della seconda metà del XIX secolo. Le vetrine, che adornano le pareti, e il soffitto, ripartito in quattro spicchi con la centro un rosone floreale, oltre ad essere testimoni del progresso scientifico in ambito farmaceutico, hanno visto ed accolto le diverse generazioni.

Mi chiamo Salvatore Genovese ho 29 anni e vivo a San Fratello. Sono uno studente universitario iscritto alla Facoltà di Ingegneria Civile presso l’Università degli Studi di Messina.

Sono un appassionato di fotografia, che già coltivo da qualche anno. Fotografo perchè penso che immortalare un evento, un momento, un particolare, un’esperienza di vita, regala emozioni e cerco nel mio piccolo, di far rivivere queste emozioni a chi le guarda. 

Ciò che mi ha spinto a fare questo scatto è dovuto al fatto che la Farmacia della famiglia Lo Balbo, che si trova nel mio paese, custodisce al suo interno gli arredi e le raffinate decorazioni pittoresche della seconda metà del XIX secolo e inoltre le vetrine, che adornano le pareti, e il soffitto, oltre ad essere testimoni del progresso scientifico, hanno visto ed accolto le diverse generazioni che sino ad oggi operano in ambito farmaceutico. Da qui il titolo dell’opera “Senza tempo”

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Enrico Turimello

titolo: Da grande voglio fare il farmacista

didascalia:
Il corso di laurea in Farmacia non è semplice. Lungo il cammino si incontrano diverse difficoltà e sembra una strada infinita. Ma credere in ciò che si fa, crederci veramente, ti fa superare tutto con un sorriso. Perché l’importante è fare quello che ti rende realmente felici.

“Mi chiamo Enrico Turimello, ho 26 anni e sono uno studente di Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. La passione per la fotografia che nutro da anni è sempre stata per me l’occasione per poter comunicare, senza parole, con chiunque guardi le mie foto. 

Fin dal primo momento in cui sono venuto a conoscenza di questo concorso fotografico ho avuto ben chiaro in mente il messaggio che volevo trasmettere: ISPIRAZIONE. Perché il farmacista, seppur senza accorgersene, è una fonte di ispirazione per le future generazioni che intraprenderanno questo percorso di studio e di vita, perché chi è farmacista lo è sempre, durante l’orario di lavoro, con gli amici, a natale con i parenti, sempre. In prima persona io ne ho avuto la prova col piccolo Diego, il bambino nella mia foto, che da grande vorrà fare il farmacista. In uno scambio di ispirazioni, noi abbiamo ispirato lui e lui ha ispirato me per questa foto.”

Premi Speciali

Premio Speciale DelaRom - La farmacia per la bellezza

Rosso come la passione.
Rosso come la Digitalis Purpurea che rafforza un cuore affaticato,
come il Chinino che guarisce popolazioni palustri dalla malaria.
Rosso come la Doxorubicina  che cura un tessuto neoplastico,
come il Rifamicina che sconfigge un’infezione batterica,
come la Mebromina che medica un tessuto ulcerato.
Rosso come il sangue di vite salvate, di salute bramata, di guarigione ottenuta.
Rosso come l’Amore.

Marco Petrone

titolo: D’amore e altri rimedi

didascalia:
Rosso come la passione.

Rosso come la Digitalis Purpurea che rafforza un cuore affaticato,
come il Chinino che guarisce popolazioni palustri dalla malaria.
Rosso come la Doxorubicina  che cura un tessuto neoplastico,
come il Rifamicina che sconfigge un’infezione batterica,
come la Mebromina che medica un tessuto ulcerato.
Rosso come il sangue di vite salvate, di salute bramata, di guarigione ottenuta.
Rosso come l’Amore.

Sono il Dottor Marco Petrone,

farmacista trentenne di Tramutola, un piccolo paese della provincia di Potenza. Ho conseguito la laurea presso l’Università degli studi Gabriele d’Annunzio di Chieti e specializzato nel marzo di quest’anno in Farmacia Ospedaliera presso l’università degli studi di Salerno.

Ringrazio la Fondazione Crimi per aver scelto il mio scatto in cui con i toni del rosso ho voluto evidenziare l’ardore e la passione per questo lavoro ottenuto da uno studio arduo, complesso e duraturo. Nella foto sono ritratte le mani di mia madre. E’ lei che mi ha trasmesso fin da piccolo la passione per la medicina e la cura del corpo. Ringrazio ancora la Fondazione Crimi per il lavoro che fa con i giovani studenti affinché questi possano appassionarsi sempre più al mondo della Farmacia e possano avere sostegno soprattutto nel cointesto societario odierno in cui la figura del farmacista non è valorizzata e non è riconosciuta come anello fondamentale del sistema sanitario nazionale.

Premio Speciale - La farmacia per la ricerca

Le cure in primo piano, come obiettivo principale 
La Curie sullo sfondo, come stimolo e massima aspirazione per una aspirante ricercatrice come me.

Vanessa Buffa

titolo: I riflessi delle Cur(i)e

didascalia:
Le cure in primo piano, come obiettivo principale 
La Curie sullo sfondo, come stimolo e massima aspirazione per una aspirante ricercatrice come me.

Giovane farmacista di Bibiana (TO), ricercatrice attualmente a Londra per studio e ricerca dal suo Cv

<<A recent pharmacy graduate with strong interest in deepening her knowledge of pharmaceutical and synthetic organic chemistry from both theoretical and practical approaches. A highly motivated individual eager to pursue a career as researcher in the medicinal chemistry field>>

Ecco cosa dice della sua foto

Sono venuta a conoscenza del concorso tramite il social network Instagram. Mi è comparso sulla bacheca esplora probabilmente relativamente agli interessi personali. 

Quando si pensa al farmacista come tale, nell’immaginario comune, si intende principalmente il professionista che lavora in una farmacia territoriale o ospedaliera. Ci sono tuttavia innumerevoli sfaccettature e sfumature che descrivono la figura del farmacista. 

Nel mio percorso di studi ho avuto la possibilità di avvicinarmi e, fin dal primo istante, di innamorarmi della ricerca. 

Quando ho letto la descrizione del concorso per la prima volta, ho immediatamente realizzato che ciò che volevo rappresentare: semplicemente me stessa. 

La fotografia, così come la vedete voi oggi, è subito apparsa nella mia mente dopo aver letto il regolamento. 

L’esempio che molte ricercatrici donne, la Curie in primis, ci offrono dal passato è per me costante fonte di ispirazione e massima aspirazione. Ottenere in futuro, terminati gli studi, un lavoro da ricercatrice sarebbe veramente un sogno. 

COSA RAPPRESENTA PER ME LA RICERCA:
Sacrificio, ore di lavoro intenso in termini di lettura, scrittura, selezione delle fonti appropriate oltre che al lavoro pratico in laboratorio. Lavorare in ricerca significa spendere ore di tempo per trovare una direzione, una strategia da adottare e poi doverla cambiare dopo mesi perchè si rivela un fallimento. Nonostante le difficoltà, gli imprevisti e i fallimenti, penso che il lavoro da ricercatrice sia entusiasmante ed emozionante ed è bello sapere che, quando il progetto è di successo (ma a volte, a quando non lo è), si è mosso un piccolissimo passo per aiutare e migliorare la salute degli esseri umani. 

Fare ricerca è la mia strada e farò di tutto affinché lo sia sempre. 

Premio Speciale - La farmacia per il sociale

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Sara Naldini

titolo: Il futuro è nelle mani di chi è presente

didascalia:
La farmacia servizi; l’abbattimento delle frontiere linguistiche dovuto alla multiculturalità della clientela attuale.

La foto intitolata “Il futuro è nelle mani di chi è presente” nasce da un’idea mia e di mia sorella Lisa, pensando alla difficoltà quotidiana della professione del farmacista che viene esacerbata nel momento in cui si deve interagire con pazienti che pur essendo nel nostro paese da anni sanno solo poche parole di italiano. La nostra città, Forlì, soprattutto la zona del centro storico dove ci troviamo noi, ha accolto un enorme flusso di stranieri che necessitano, in base al paese di provenienza, di diverse tipologie di esposizione.

Questa foto rappresenta il nostro quotidiano impegno per abbattere le barriere socio economico culturali, che possono impedire la corretta comunicazione, e creare difficoltà nell’aderenza alle terapie consigliate. A tal fine, nella nostra farmacia, abbiamo inserito alcune giornate durante la settimana, nelle quali due ragazze, di origine africana e cinese, ci aiutano a facilitare i colloqui e a creare empatia e fiducia nella figura del farmacista e della nostra professionalità.

 La foto è stata scattata presso la nostra farmacia, Farmacia Natalini, la quale viene aperta a Forlì nel 1924 con Regio Decreto, e si pone subito come eccellenza grazie alle straordinarie capacità del suo titolare, il Dott. Bruno Natalini, diventando la Farmacia di riferimento della famiglia Mussolini. Nel 1972 viene acquistata dalla nostra famiglia, che nel 2008 rinnova totalmente i locali, restaurando i mobili dell’originale farmacia di fine ‘800, entrando a far parte delle botteghe storiche della nostra regione.

Ci teniamo a ringraziarvi sentitamente e di cuore per questo premio, orgogliose della nostra foto e del messaggio che è riuscita a comunicare. 

 

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